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Vogliamo “più possibilità di contestare”

Non pensate anche voi che nel modo di assegnare i punteggi nel pattinaggio artistico su ghiaccio vi sia qualcosa che non va?


Ad esempio quando durante una gara l’atleta sbaglia un salto ma riceve comunque un punteggio più alto rispetto a un’altra gara in cui non ha sbagliato nulla. Secondo le attuali regole chi esegue un salto con un numero sufficiente di giri - ma cade - riceve un punteggio più alto di chi saltando senza cadere compie un numero di giri insufficiente. Non è raro inoltre assistere all’esecuzione di salti o passi all’apparenza eseguiti allo stesso modo ma ai quali la giuria assegna punteggi GOE (voto di esecuzione ) diversi.
Pur di fronte a giudizi di gara così poco convincenti molti tifosi lanciano comunque sulla pista mazzi di fiori o pupazzi di peluche in segno di omaggio. Pur ritenendo tali giudizi ingiusti. Lo stesso accade a chi segue la gara davanti al televisore. In effetti sono solo gesti d’incoraggiamento per i pattinatori.

Negli ultimi anni i tifosi di pattinaggio di figura stanno assistendo con perplessità a tutta una serie di punteggi assegnati in modo incomprensibile, ingiusto. Per invitare alla maggior imparzialità nei punteggi e trasparenza nei giudizi, alcuni tifosi giapponesi hanno creato la “Figure Skating Protection Union”, organizzazione attraverso la quale sono state raccolte firme poi presentate alla Japan Skating Federation. Nulla è tuttavia cambiato. Tanti pattinatori soffrono per questo sistema di arbitraggio che anche noi puntualmente testimoniamo con i nostri occhi; ma non sappiamo dove e come sfogare la sofferenza e la rabbia via via accumulate.

Un po’ ovunque nel mondo si sta perdendo l’interesse per il pattinaggio artistico, tanto che in molte gare all’estero sono sempre più cospicui i posti vuoti tra gli spettatori. Ad esempio lo scorso mese di marzo a London, in Canada, luogo di svolgimento del campionato mondiale di pattinaggio artistico, il numero di spettatori era molto inferiore a quello atteso. Anche durante la serie del Grand Prix of Figure Skating di questa stagione questa stessa situazione si è ripetuta. Solo in Giappone i posti erano quasi tutti occupati.

Di questo passo la disciplina stessa del pattinaggio di figura potrebbe scomparire.

Noi non vogliamo più assistere a questo modo ingiusto oltre che incomprensibile di assegnare i punteggi, né vederlo attuare con la copertura dell’anonimato e con manovre estranee alla competizione puramente sportiva. Non vogliamo più vedere l’espressione sconcertata dei pattinatori.

Tra poco inizieranno le olimpiadi invernali di Sochi. Normalmente, pur se non interessate agli sport invernali, molte persone fanno un eccezione per le olimpiadi; tra queste è molto popolare proprio il pattinaggio artistico.
Noi però non siamo affatto certi che anche in occasione di questo nuovo evento di grande rilevanza internazionale i punteggi verranno assegnati in modo imparziale e ispirato a un giudizio genuinamente sportivo. Purtroppo, avendo assistito negli ultimi anni a troppi giudizi incomprensibili non riusciamo ad essere ottimisti. Per questo tra noi tifosi è nato spontaneamente un movimento il cui intento è promuovere l’imparzialità e la trasparenza degli arbitri.

Tra le regole ISU:(International Skating Union )per il pattinaggio di figura ve ne è una in particolare che riguarda proprio il diritto di contestare l’operato degli arbitri.

ISU constitution and general regurations
Rule123
4. Protest restrictions

A. Figure Skating

i) No protests against evaluations by Referees, Judges and the Technical Panel (Technical Controller, Technical Specialists, Data & Replay Operator) of Skaters’ performances are allowed;
ii) Protests against results are permitted only in the case of incorrect mathematical calculation. 
A wrong identification of an element or of a level of difficulty, although it results in a lower or higher score, is a human error and not an incorrect mathematical calculation;
iii) However, if the Referee learns:

a) Prior to the beginning of the award ceremony or prior to the official announcement of results if there is no award ceremony, that a human error relating to a wrong data input by the Data Operator occurred, the Referee may correct the error provided that the Technical Controller, both Technical Specialists and the Data Operator all agree that there was an error;

b) Within 24 hours after the award ceremony that an incorrect mathematical calculation occurred, the Referee may correct the calculation even without a protest provided that the Technical Controller, both Technical Specialists and the Data Operator all agree that there was such an incorrect calculation. 
If such correction requires corrections of the final placements of the Skaters, the corresponding medals and/or awards shallbe changed accordingly;

c) If the situation under paragraph a) and b) arises the Referee shall make a short record in writing which has to be signed by all the Officials concerned.

Si tratta dell’articolo 123-4 secondo il quale, a parte per semplici errori di calcolo, qualsiasi contestazione dei punteggi non è permessa né agli atleti né agli allenatori. A maggior ragione, perciò, non vengono ascoltati gli spettatori ai quali non compete così alcuna spiegazione. È propria qui la parte più oscura dell’attuale modo di valutare i pattinatori. In uno sport che non sa offrire il necessario rapporto d’imparzialità e trasparenza fra arbitri e atleti come si può sperare in giudizi altrettanto imparziali e improntati al più alto spirito di sportività?
Sin tanto che questo articolo del regolamento non verrà cambiato, questa epoca di pesante ombra sul sistema di valutazione degli atleti continuerà.


Noi amanti del pattinaggio artistico, del quale naturalmente condividiamo gli intenti sportivi, stiamo valutando la possibilità di ricorrere in giudizio presso il TAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport.
I preparativi sono già in corso anche con l’aiuto di esperti.
Innanzi tutto pensiamo di porre al TAS alcuni quesiti preliminari.

Questa è il testo che abbiamo preparato:

Gentile Signora o Signore,
ci rivolgiamo a lei con questa richiesta di spiegazione delle responsabilità degli arbitri di gara, iniziativa attraverso la quale desideriamo altresì proporre la modifica all’articolo 123-4 del regolamento ISU per renderne più flessibile, in particolare, l’applicazione dei limiti di contestazione dei punteggi.

Negli ultimi sei - sette anni i tifosi di pattinaggio artistico su ghiaccio stanno assistendo, nelle competizioni internazionali, a numerosi casi di assegnazione di punteggi poco convincenti.
Forse anche lei avrà notato al recente campionato mondiale di pattinaggio artistico a Torino il cartello “HI, Slichs” innalzato da alcuni tifosi. Era un’espressione di protesta verso la giuria.
Anche durante lo stesso campionato mondiale, a Nizza, il pubblico ha fischiato la giuria per protestare il modo di assegnare i punteggi, così come nel 2013 a London, in Canada, avrà probabilmente notato l’espressione di grande sorpresa tra il pubblico. All’unanimità i tifosi che da molti anni seguono questo sport affermano che il modo di giudicare i pattinatori in questa occasione è stato sbagliato, ingiusto, soprattutto estraneo allo spirito della competizione sportiva. Perché succede tutto questo?

La causa è l’articolo 123-4 del regolamento ISU che impedisce ai pattinatori di contestare il punteggio ricevuto quando lo ritengono ingiusto, e al pubblico di ricevere spiegazioni. Secondo questo articolo, che dovrebbe poggiare sul presupposto dell’assoluta imparzialità di giudizio, a parte per semplici errori di calcolo né i pattinatori né i relativi allenatori o le federazioni di pattinaggio dei vari paesi possono quindi contestare il giudizio della giuria.
La realtà è che tali ingiustizie si perpetuano con la copertura dell’anonimato. Se vi fosse il convincimento che i punteggi e le classifiche vengono stilate secondo principi di correttezza e giustizia non si vedrebbero simili scene di protesta negli stadi. Il pubblico non fischierebbe la giuria in questo modo. Chi va allo stadio pagando il biglietto di tasca propria lo fa per trarre piacere dall’evento. I molti tifosi che da tanti anni seguono da vicino questo sport avvertono chiaramente che c’è qualcosa che non va. Ovviamente quando sollevano quei cartelli lo fanno come gesto di protesta verso la giuria, non verso gli atleti.

I tifosi giapponesi che nutrono ormai seri dubbi sul livello di correttezza del modo attuale di assegnare i punteggi hanno creato un blog e con questo hanno raccolto circa 5000 firme a sostegno del proprio convincimento della necessità di cambiare l’articolo in questione. È un risultato che dimostra quante numerose siano le persone insoddisfatte di questa situazione.

Le firme raccolte, tuttavia, sono state ignorate dalla Japan Skating Federation. Perché? Forse sempre a causa dell’articolo 123-4 che impedisce la contestazione?

Ma, esistono al mondo altri sport soggetti a una limitazione così pesante del diritto di contestazione?
Così com’è il pattinaggio di figura non si può più definire uno sport, bensì un mero spettacolo su ghiaccio con punteggi dati arbitrariamente.
Il pattinaggio di figura invece è uno sport amatoriale.
Gli atleti lottano solo per giungere all’apice certi dell’imparzialità di giudizio e della trasparenza di arbitri onesti e competenti. Così almeno dovrebbe essere, ma se così effettivamente non fosse chi sarebbe mai disposto a spendere tempo e denaro per recarsi a vedere competizioni in fondo ben poco improntate al giusto spirito sportivo?
I tifosi vogliono solo vedere lo sport puro. Vogliono assistere a momenti di elevato valore sportivo che siano giudicati da arbitri imparziali. Vogliono vedere risultati giusti sulla base della effettive prestazioni dei pattinatori.

Noi crediamo perciò nella necessità di modificare il regolamento ISU, o almeno abolire l’articolo 123-4 affinché sia possibile per tutti capire come le giurie arrivano a determinare i punteggi di gara. Non chiediamo nulla di più. Poiché a questo fine stiamo valutando la possibilità di ricorrere in giudizio contro l’ISU presso codesto tribunale sportivo, desideriamo innanzi tutto porle alcuni quesiti preliminari:

1. A promuovere il ricorso sarebbe l’intero gruppo di tifosi giapponesi di pattinaggio artistico su ghiaccio. Questo modo di procedere sarebbe accettato?

2. Sarebbe necessario procedere con il supporto di uno studio legale?

3. Sarebbe possibile ricorrere in giudizio unicamente sulla base di documenti e riprese filmate?

4. A quanto potrebbero ammontare i costi del ricorso in considerazione dell’attuazione dei punti 1 e 2?

Molti tifosi temono che a seguito di questa azione specifici pattinatori giapponesi potrebbero subire una sorta di ritorsione nelle prossime competizioni. Per evitare questa evenienza sarebbe perciò necessario, quale efficace forza deterrente, rendere completamente noti ai pattinatori e al pubblico i risultati dei giudizi di gara.

Anche qualora il nostro ricorso in giudizio non venisse accettato, oppure lo fosse senza però imporre la modifica dell’articolo in questione, in ogni caso siamo convinti della necessità di fornire una spiegazione universalmente accettabile.

Al momento non stiamo considerando l’opportunità di richiedere il supporto di uno studio legale, ma se questo approccio fosse necessario dovremmo iniziare a raccogliere i necessari fondi. Se i costi dovessero però essere eccessivi potremmo essere costretti a rinunciare al nostro intento. D’altra parte siamo solo un gruppo spontaneo di persone che amano il pattinaggio di figura, senza l’appoggio di aziende né di alcun tipo di organizzazione a sostegno della nostra iniziativa. In ogni caso saremmo almeno riusciti a denunciare al TAS lo stato delle cose affinché quanto scritto rimanga agli atti.

Ringraziandola per l’attenzione qui prestataci e augurandoci di ricevere presto la vostra risposta le porgiamo i più cordiali saluti.

Tra pochissimo inizieranno le Olimpiadi di Sochi. Per questo vorremmo raccogliere il maggior numero possibile di opinioni da tutti voi.
Soprattutto trovare tra voi persone che condividono le nostre idee, che approvano le intenzioni qui espresse, possibilmente anche persone in possesso di una base legale. Ma anche persone che hanno familiarità con le lingue, che amano il pattinaggio artistico su ghiaccio e vogliono discutere su questo tema, persone che attendono con impazienza le Olimpiadi di Sochi e che anche se non propriamente interessate al pattinaggio di figura desiderano comunque esprimere la propria opinione sul problema qui denunciato. Questo blog vive grazie ai vostri commenti.
Voi siete i nostri compagni di viaggio, tutti gli amanti del pattinaggio artistico lo sono. E tutte le nostre energie vanno a supporto di questa attività.

Il blog non viene aggiornato tutti i giorni. Comunque riporteremo prontamente l’andamento dell’iniziativa che intendiamo intraprendere.
Mentre i pattinatori in vista di Sochi si stanno allenando senza risparmio di energie e fatica, anche noi faremo quanto possibile per sostenerli.

A questo imminente evento sportivo ci auguriamo di vedere tanti sorrisi, siano essi dei pattinatori sia dei molti che vi si recheranno come tifosi o semplici spettatori.

Da tifosi animati da senso comune.

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